Grindhouse – Planet terror

di Robert Rodriguez
USA, 2007
Freddy Rodríguez
Rose McGowan
Marley Shelton
Josh Brolin
Bruce Willis

Torna a colpire la coppia birichina di Hollywood, Rodriguez e Tarantino, con questo Grindhouse, segato, è proprio il caso di dirlo, in due lungometraggi per il pubblico italiano: Planet Terror, del primo e Death Proof del secondo.

I due si sono immersi fino al collo nel revival dei film horror trash e splatter degli anni 70, non solo nello stile registico e nel gusto, ma fin nei minimi dettagli: pellicola che salta, fotogrammi deformati, graffiati, asportati.

Come accadeva anche per Dal tramonto all’alba, altro piccolo gioiello metà horror, metà road movie con un George Clooney al meglio, Planet terror di Rodriguez è un tripudio per l’occhio dell’appassionato di cinema (e devo ammettere anche del genere horror), ci si sente a casa in effetti. Volti noti che fa sempre piacere rivedere. Nel trailer Machete, in testa al film, ritrovate Danny Trejo, immancabile. Jeff Fahey, che qui risulta azzeccatissimo come cuoco ossessionato dalla carne (ricordate il primo piano dell’hamburger che sfrigola nell’ultima sequenza dell’Ululato di Joe Dante e la battuta: “Come la vuole la carne, signora?”. Risposta: “Al sangue”). Michael Biehn , eroe senza macchia e paura dei primi film di Cameron, qui fa la parodia di se stesso, prendendo in giro la classica figura dello sbirro duro e rude. Fa la sua comparsata anche il solito Tom Savini (vedi Dal tramonto all’alba), il responsabile degli effetti speciali di capolavori come Zombie di Romero.

Anche le citazioni non mancano, l’ironia serpeggia come l’epidemia che colpisce gli zombi acidi del film. Se effettacci e metafore esplicite (la continua “penetrazione” della gamba amputata della protagonista con oggetti di vario genere) abbondano, qua e là il film osa di più, come nella scena del tentato stupro da parte del militare Tarantino sulla protagonista (non anticipo niente, per non rovinare la sorpresa).

Insomma un film godibile, divertente, esagerato. Non il solito prodotto americano. Se avete lo stomaco foderato e non uscite per il primo incontro galante, non perdetelo.

http://www.medusa.it/grindhouse

http://www.imdb.com/title/tt1077258/

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28 weeks later di Juan Carlos Fresnadillo

Genere: Horror

con: Robert Carlyle

Ormai di film di zombi ce ne sono parecchi, con sorti alterne. Questo lo definirei senza lode e senza infamia. Si fa guardare, due o tre spunti interessanti e un genere ormai difficile da rinvigorire. E’ inoltre il seguito del precedente 28 days later di Danny Boyle, molto ben visto dalla critica, ma che a me è piaciuto poco, mi sono quasi annoiato.

Dopo l’epidemia londinese che ha decimato la popolazione nel precedente film, i militari riaprono una zona franca dove raccogliere i sopravvissuti e ricominciare una nuova vita. Ma, nonostante i controlli serrati, un portatore sano riesce a entrare.

All’interno di questa trama non particolarmente originale, si innesta fortunatamente un intreccio familiare che crea un buon filo conduttore, vitale per la storia. Gli effetti speciali sono nella norma, niente di eclatante. Il film rientra nel nuovo filone secondo cui gli zombi non sono più dei cadaveri claudicanti senza un briciolo di cervello. Questi corrono come forsennati e hanno l’aria di sapere esattamente cosa vogliono. Occhi rosso sangue che tradiscono una certa consapevolezza. Non sono proprio sicuro che la nuova tendenza doni più carisma a questo archetipo dell’orrore. Chissà cosa pensa Romero a riguardo…

http://www.foxinternational.com/28weekslater/

http://www.imdb.com/title/tt0463854/