Il collaudatore di scarpe

di Wilhelm Genazino
2003, Edizioni Guanda
Genere: Romanzo
Paese: Germania

Questo libro mi è stato consigliato da un amico e io ricambio il favore consigliandolo a voi. Innanzitutto perché mi piace l’idea di aprire le mie scelte verso letterature straniere e poi perché questo libro vale la pena di essere letto. Il titolo curioso mi ha attirato da subito, dandomi la sensazione che lo stile dell’autore si avvicinasse a quello di Pennac, senza motivazioni reali.
Si sono rivelati di fatto molto diversi, mantenendo l’originalità come tratto comune.

“Il collaudatore di scarpe” è un libro in cui poca importanza hanno gli eventi e la trama, poiché tutta l’attenzione è rivolta al mondo interiore del protagonista, alla sua propensione all’osservazione di piccoli dettagli, alla continua riconferma della stranezza della vita. E’ questo forse il tema ricorrente, caro all’autore: la Stranezza Della Vita Tutta, come viene definita nel libro. E a tutti i modi che un uomo adotta razionalmente per non soccombervi, grotteschi, divertenti o desolanti che siano.

Il lavoro del collaudatore di scarpe non a caso è perfettamente in linea con l’anomalia della vita. Soprattutto permette al protagonista di passeggiare per ore, libero di osservare le persone, i loro gesti, il loro aspetto e soprattutto libero di riflettere sulla vita, le sue bizzarrie e il suo senso ultimo; di una cosa è certo il protagonista: quella di vivere non è una sua scelta consenziente e qualcuno prima o poi gliene darà spiegazione o la possibilità di decidere in maniera consapevole.

Lo stile della scrittura è asciutto, pulito e conciso. Frasi brevi, brevi dialoghi fulminanti. Le conversazioni si svolgono per lo più nella testa del collaudatore.

Un libro curioso, intelligente, a tratti divertente, a tratti molto triste. Da leggere.

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