Politica e pubblicità

Ultimamente mi soffermo ad osservare i cartelloni pubblicitari dei nostri politici.
Non spendo nemmeno un microsecondo nell’esprimere un giudizio estetico perchè troppo spesso sarebbe impietoso. Anche salendo a livello dei messaggi verbali inviati, fatico veramente molto a raggiungere un giudizio positivo.
Eppure la mia riflessione va al significato delle parole e dei concetti che sottendono.

Per esempio perché diciamo “campagna pubblicitaria” e “campagna elettorale” usando la stessa parola?  E’ indubbio che i politici usino strumenti di vendita di massa come la pubblicità per vincere la “campagna elettorale”.

Ora mi spingerò su una linea di teorizzazione estrema.

Secondo me nessun politico dovrebbe usare mezzi pubblicitari per promuovere la propria immagine, non deve vendere niente, tanto meno slogan poco verificabili.

Se vincere le elezioni volesse solo dire avere il privilegio di poter lavorare duro per il paese e solo a beneficio di questo, non credo che ci sarebbe tutta questa corsa alla vittoria elettorale.

Mi hanno insegnato che un obbiettivo ha tante caratteristiche per definirsi tale. Una di queste è che sia misurabile. Ecco, magari invece di un cartellone pubblicitario, mi piacerebbe vedere un programma politico articolato in pochi obiettivi e le modalità e i tempi proposti per raggiungerli (obiettivi misurabili come per esempio non superare mai più i limiti di inquinamento a Milano a partire dal  2011).

Se poi a fine mandato questi obiettivi misurabili non sono stati raggiunti, si renderà conto del perchè e del per come, lasciando ai cittadini il compito di decidere su qualcosa di più di una faccia su un cartellone o di uno slogan pensato da un pubblicitario.

Con amarezza, vi saluto

Annunci