Audit: inglese o latino?

Credo che non diventerò mai un manager o PM professionista. Troppe parole inglesi da pronunciare a raffica per stare al passo coi tempi e troppo latino da trasformare magicamente in inglese. Lo so, la mia rovina è stata quella di fare il classico e di vedere troppe volte “Palombella rossa”. Ultimamente ho risposto con un commento a un post sul blog di 10people, in merito ad una questione di simil natura, ma dopo aver seguito un corso per PM in erba sono giunto alla drastica risoluzione di cui sopra.

In 8 ore di corso in italiano l’uso di parole o definizioni inglesi è come un fiume in piena. Spesso incomprensibili, talvolta riportate in maniera errata nei documenti proiettati (gold plating, indorare la pillola, scritto poi goal plating…). Numerosissimi acronimi usati in vece di definizioni impronunciabili.

Ma il meglio è la famigerata parola “audit“. Sarà italiana o latina? Di certo gli inglesi/americani la pronunciano all’inglese, e gli italiani dietro come caproni, per essere all’altezza della situazione. Diciamo che è una specie di “plus“, ovviamente pronunciato “plas“. Come un mio amico al liceo, che, fanatico dell’inglese, in un tema invece di scrivere aut aut, scrisse out out, con estrema soddisfazione dell’insegnante di italiano-latino, etimologista efferato e maniaco linguista, che come voto gli assegnò un 4 minus minus, ovviamente pronunciato: mainus mainus.
Le parole sono importanti.

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