La solitudine dell’amore

2742407E’ uscito da qualche giorno il nuovo libro della mia amica scrittrice Raffella Bedini: “La solitudine dell’amore”.

Non l’ho ancora letto, è lì sul comodino di mia moglie, a cui l’ho regalato, perché il precedente le era piaciuto molto.

Confido che anche questo mi piacerà, spero anche più del primo. Se siete curiosi, compratevelo. Lei è una brava scrittrice. Vale la pena. Poi non appena l’avrò letto ne farò subito una recensione, per accontentare i più esigenti.

Buona lettura.

Il collaudatore di scarpe

di Wilhelm Genazino
2003, Edizioni Guanda
Genere: Romanzo
Paese: Germania

Questo libro mi è stato consigliato da un amico e io ricambio il favore consigliandolo a voi. Innanzitutto perché mi piace l’idea di aprire le mie scelte verso letterature straniere e poi perché questo libro vale la pena di essere letto. Il titolo curioso mi ha attirato da subito, dandomi la sensazione che lo stile dell’autore si avvicinasse a quello di Pennac, senza motivazioni reali.
Si sono rivelati di fatto molto diversi, mantenendo l’originalità come tratto comune.

“Il collaudatore di scarpe” è un libro in cui poca importanza hanno gli eventi e la trama, poiché tutta l’attenzione è rivolta al mondo interiore del protagonista, alla sua propensione all’osservazione di piccoli dettagli, alla continua riconferma della stranezza della vita. E’ questo forse il tema ricorrente, caro all’autore: la Stranezza Della Vita Tutta, come viene definita nel libro. E a tutti i modi che un uomo adotta razionalmente per non soccombervi, grotteschi, divertenti o desolanti che siano.

Il lavoro del collaudatore di scarpe non a caso è perfettamente in linea con l’anomalia della vita. Soprattutto permette al protagonista di passeggiare per ore, libero di osservare le persone, i loro gesti, il loro aspetto e soprattutto libero di riflettere sulla vita, le sue bizzarrie e il suo senso ultimo; di una cosa è certo il protagonista: quella di vivere non è una sua scelta consenziente e qualcuno prima o poi gliene darà spiegazione o la possibilità di decidere in maniera consapevole.

Lo stile della scrittura è asciutto, pulito e conciso. Frasi brevi, brevi dialoghi fulminanti. Le conversazioni si svolgono per lo più nella testa del collaudatore.

Un libro curioso, intelligente, a tratti divertente, a tratti molto triste. Da leggere.

A Sud del confine, a Ovest del sole di Haruki Murakami

Murakami rimane uno dei miei autori prediletti. L’ho scoperto tempo fa con Tokyo Blues e da allora con regolarità sento il bisogno di leggere qualcosa di suo. Su di me ha un potere calmante. Le sue storie parlano sempre di sentimenti e di persone eppure spesso e volentieri contengono elementi di mistero, quasi soprannaturale, che potrebbero all’apparenza stonare ma che invece si inseriscono perfettamente nell’atmosfera e stile giapponesi.

Il libro narra di una storia d’amore come quasi tutti quelli di Murakami. Un amore ovviamente tormentato, che risiede in un luogo vago e impossibile come quello suggerito dal titolo del libro. Offre molti spunti di riflessione, non è mai banale o scontato.

Per ora il libro di Murakami che preferisco è Dance Dance Dance. Se non conoscete l’autore invece vi consiglio di cominciare da Tokyo Blues. Ne vale la pena, anche per aprire le porte a culture e stili che non siano i soliti italiani / americani.

Qui alcuni link per maggiori info:

http://www.zaghi.it/murakami/

http://it.wikipedia.org/wiki/Haruki_Murakami