Benvenuta nella gabbia delle scimmie

di Kurt Vonnegutgabbia_scimmie

Questo non è trai i libri più noti dell’autore (questa edizione per altro non è più in ristampa e non la si trova nemmeno su amazon/ibs). E’ un raccolta di racconti brevi scritti da Vonnegut in gioventù tra gli anni ’50 e ’60 e pubblicati su varie riviste americane.

Sebbene sia evidente l’impronta acerba e giovanile dell’autore, è immediatamente riconoscibile anche il tratto di originalità che contraddistinguerà poi la sua produzione più matura.

Si intravedono già i temi che poi saranno cari a Vonnegut e i generi con cui contaminerà le opere successive, come la fantascienza, anche se raccontata e interpretata in maniera del tutto originale e fuori dagli schemi.

Il racconto che da il titolo alla raccolta è un’incredibile anticipazione di molti filoni fantascientifici, esplorati poi dal cinema e anche da altri autori di genere.

Lo si finisce in fretta, i racconti sono scorrevoli e brevi, ma è uno dei classici libri a cui si ripensa per un po’ dopo averli finiti, come se lasciasse una sensazione difficile da descrivere, come di qualcosa che cela un mistero, su cui vale la pena indagare ancora.

A chiusura della raccolta, è presente anche un prezioso articolo di Vonnegut, più recente, che penso tutti gli aspiranti scrittori dovrebbero leggere e tenersi incorniciato: Come scrivere con stile. E’ un breve elenco di consigli di scrittura, illuminante, divertente e arguto.

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La solitudine dell’amore

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Recensione: libri

E’ uscito da qualche giorno il nuovo libro della mia amica scrittrice Raffella Bedini: “La solitudine dell’amore“.

Non l’ho ancora letto, è lì sul comodino di mia moglie, a cui l’ho regalato, perché il precedente le era piaciuto molto.

Confido che anche questo mi piacerà, spero anche più del primo. Se siete curiosi, compratevelo. Lei è una brava scrittrice. Vale la pena. Poi non appena l’avrò letto ne farò subito una recensione, per accontentare i più esigenti.

Vi consiglio l’acquisto, nell’attesa della recensione.
Lo trovate a questo link su Amazon: http://amzn.to/2DsVYMj

Buona lettura.

Il collaudatore di scarpe

di Wilhelm Genazino
2003, Edizioni Guanda
Genere: Romanzo
Paese: Germania

Questo libro mi è stato consigliato da un amico e io ricambio il favore consigliandolo a voi. Innanzitutto perché mi piace l’idea di aprire le mie scelte verso letterature straniere e poi perché questo libro vale la pena di essere letto. Il titolo curioso mi ha attirato da subito, dandomi la sensazione che lo stile dell’autore si avvicinasse a quello di Pennac, senza motivazioni reali.
Si sono rivelati di fatto molto diversi, mantenendo l’originalità come tratto comune.

“Il collaudatore di scarpe” è un libro in cui poca importanza hanno gli eventi e la trama, poiché tutta l’attenzione è rivolta al mondo interiore del protagonista, alla sua propensione all’osservazione di piccoli dettagli, alla continua riconferma della stranezza della vita. E’ questo forse il tema ricorrente, caro all’autore: la Stranezza Della Vita Tutta, come viene definita nel libro. E a tutti i modi che un uomo adotta razionalmente per non soccombervi, grotteschi, divertenti o desolanti che siano.

Il lavoro del collaudatore di scarpe non a caso è perfettamente in linea con l’anomalia della vita. Soprattutto permette al protagonista di passeggiare per ore, libero di osservare le persone, i loro gesti, il loro aspetto e soprattutto libero di riflettere sulla vita, le sue bizzarrie e il suo senso ultimo; di una cosa è certo il protagonista: quella di vivere non è una sua scelta consenziente e qualcuno prima o poi gliene darà spiegazione o la possibilità di decidere in maniera consapevole.

Lo stile della scrittura è asciutto, pulito e conciso. Frasi brevi, brevi dialoghi fulminanti. Le conversazioni si svolgono per lo più nella testa del collaudatore.

Un libro curioso, intelligente, a tratti divertente, a tratti molto triste. Da leggere.

A Sud del confine, a Ovest del sole di Haruki Murakami

Murakami rimane uno dei miei autori prediletti. L’ho scoperto tempo fa con Tokyo Blues e da allora con regolarità sento il bisogno di leggere qualcosa di suo. Su di me ha un potere calmante. Le sue storie parlano sempre di sentimenti e di persone eppure spesso e volentieri contengono elementi di mistero, quasi soprannaturale, che potrebbero all’apparenza stonare ma che invece si inseriscono perfettamente nell’atmosfera e stile giapponesi.

Il libro narra di una storia d’amore come quasi tutti quelli di Murakami. Un amore ovviamente tormentato, che risiede in un luogo vago e impossibile come quello suggerito dal titolo del libro. Offre molti spunti di riflessione, non è mai banale o scontato.

Per ora il libro di Murakami che preferisco è Dance Dance Dance. Se non conoscete l’autore invece vi consiglio di cominciare da Tokyo Blues. Ne vale la pena, anche per aprire le porte a culture e stili che non siano i soliti italiani / americani.

Qui alcuni link per maggiori info:

http://www.zaghi.it/murakami/

http://it.wikipedia.org/wiki/Haruki_Murakami