Pentagram: un nuovo canzoniere online

Sono un appassionato di musica in generale e mi è sempre piaciuto suonare la chitarra e cantare: dai classici del repertorio da bivacco agli autori un po’ più ricercati.

Di materiale in rete se ne trova veramente in abbondanza, ma spesso capita di incappare in testi con accordi imprecisi, in tonalità arbitrarie, parziali (non vi innervosisce oltremisura cominciare a suonare la prima strofa, il primo ritornello e poi vi ritrovate il solo testo senza accordi, dovendo ricordare a memoria il giro da fare??).

Perciò ho pensato di fare un canzoniere per mio conto, con le mie canzoni preferite o quelle che mi piace suonare. Nessuna pretesa di esaurire il panorama musicale per tutti, ma solo il gusto di seguire le mie personali inclinazioni musicali, cercando di mettere a disposizione accordi fedeli all’originale, più precisi possibile nella cadenza e soprattutto completi.

Spero che qualcuno qui scovi qualcosa di interessante che altrove non ha trovato o che non lo ha pienamente soddisfatto.

https://rezoagli.wixsite.com/pentagram

Buon divertimento

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Suggerimento di un cieco

Girando tra gli articoli di oggi ne ho trovato uno che racconta di un tizio americano non vedente, critico cinematografico e presentatore radiofonico, pare abbastanza noto negli Stati Uniti, che in un video elenca i nove vantaggi dell’essere cieco.

Alcuni sono semiseri, altri divertenti, ma l’ultimo è quello che mi ha colpito fulminandomi:

Non esistono le razze. Conosco le persone solo per quello che dicono e che hanno nel cuore

Allora ho pensato che forse tutti noi, soprattutto in questo momento particolare della nostra storia e del nostro paese, ma più in generale nelle nostre relazioni, dovremmo cogliere questo invito e diventare un po’ ciechi, per vederci meglio e per avere meno paura della diversità altrui.

Benvenuta nella gabbia delle scimmie

di Kurt Vonnegutgabbia_scimmie

Questo non è trai i libri più noti dell’autore (questa edizione per altro non è più in ristampa e non la si trova nemmeno su amazon/ibs). E’ una raccolta di racconti brevi scritti da Vonnegut in gioventù tra gli anni ’50 e ’60 e pubblicati su varie riviste americane.

Sebbene sia evidente l’impronta acerba e giovanile dell’autore, è immediatamente riconoscibile anche il tratto di originalità che contraddistinguerà poi la sua produzione più matura.

Si intravedono già i temi che poi saranno cari a Vonnegut e i generi con cui contaminerà le opere successive, come la fantascienza, anche se raccontata e interpretata in maniera del tutto originale e fuori dagli schemi.

Il racconto che dà il titolo alla raccolta è un’incredibile anticipazione di molti filoni fantascientifici, esplorati poi dal cinema e anche da altri autori di genere.

Lo si finisce in fretta, i racconti sono scorrevoli e brevi, ma è uno dei classici libri a cui si ripensa per un po’ dopo averli finiti, come se lasciasse una sensazione difficile da descrivere, come di qualcosa che cela un mistero, su cui vale la pena indagare ancora.

A chiusura della raccolta, è presente anche un prezioso articolo di Vonnegut, più recente, che penso tutti gli aspiranti scrittori dovrebbero leggere e tenersi incorniciato: Come scrivere con stile. E’ un breve elenco di consigli di scrittura, illuminante, divertente e arguto.

Come liberarsi delle televendite

Stasera, dopo l’ultima telefonata, giusto sul finire della cena, da parte di Vodafone per l’ennesima offerta che non potevo rifiutare, ho pregato figurativamente in ginocchio l’operatrice di avere pietà di me e di svelarmi il segreto per essere definitivamente eliminato dai loro database e da tutti quelli di qualsiasi stramaledetto operatore telefonico.

Basta chiamare il numero verde: 800.265.265 o andare sul sito http://www.registrodelleopposizioni.it/
Si riempie un form e gratuitamente si viene esclusi dagli elenchi di nomi sull’elenco telefonico che tutti gli operatori di telemarketing utilizzano per le famigerate vendite telefoniche.

Ve lo consiglio caldamente.

Explorami se ci riesci

Sono certo che questo post piacerà parecchio a un mio caro amico; infatti potrebbe tranquillamente apparire nel suo blog topusability.

Stamattina ho provato ad installare Internet Explorer 8 sul mio mac, usando parallels.
Ho seguito fiducioso tutte le istruzioni che arrivavano puntuali, chiare, precise e chiare. Fino a quella che trovate qui di seguito…

come installare internet explorer 8
La condizione necessaria e imprescindibile per installare IE8 è di avere già installato IE8.

Ogni commento è puramente superfluo…

Politica e pubblicità

Ultimamente mi soffermo ad osservare i cartelloni pubblicitari dei nostri politici.
Non spendo nemmeno un microsecondo nell’esprimere un giudizio estetico perchè troppo spesso sarebbe impietoso. Anche salendo a livello dei messaggi verbali inviati, fatico veramente molto a raggiungere un giudizio positivo.
Eppure la mia riflessione va al significato delle parole e dei concetti che sottendono.

Per esempio perché diciamo “campagna pubblicitaria” e “campagna elettorale” usando la stessa parola?  E’ indubbio che i politici usino strumenti di vendita di massa come la pubblicità per vincere la “campagna elettorale”.

Ora mi spingerò su una linea di teorizzazione estrema.

Secondo me nessun politico dovrebbe usare mezzi pubblicitari per promuovere la propria immagine, non deve vendere niente, tanto meno slogan poco verificabili.

Se vincere le elezioni volesse solo dire avere il privilegio di poter lavorare duro per il paese e solo a beneficio di questo, non credo che ci sarebbe tutta questa corsa alla vittoria elettorale.

Mi hanno insegnato che un obbiettivo ha tante caratteristiche per definirsi tale. Una di queste è che sia misurabile. Ecco, magari invece di un cartellone pubblicitario, mi piacerebbe vedere un programma politico articolato in pochi obiettivi e le modalità e i tempi proposti per raggiungerli (obiettivi misurabili come per esempio non superare mai più i limiti di inquinamento a Milano a partire dal  2011).

Se poi a fine mandato questi obiettivi misurabili non sono stati raggiunti, si renderà conto del perchè e del per come, lasciando ai cittadini il compito di decidere su qualcosa di più di una faccia su un cartellone o di uno slogan pensato da un pubblicitario.

Con amarezza, vi saluto

Scusa, hai mica un pennarello?

Se per caso doveste scoprire un vostro collega che, furtivamente, si aggira tra i tavoli dell’ufficio, prelevando con noncuranza prodotti di cartoleria di ogni specie, non fatevi subito una brutta impressione.

Ci sono buone probabilità che sia un genitore che raccoglie materiale da portare alla scuola materna dei figli.

Se nei grafici degli impieghi dei prossimi anni ci sarà un’impennata delle manager che si occupano di recupero fondi, non stupiamoci.  Una buona parte saranno maestre di asilo che si sono votate al “fund raising” e sono diventate così brave che avranno deciso di mollare la scuola per un lavoro più sicuro.

Fino a qui ho scherzato, se di scherzo si può parlare.

Alle scuole vengono tagliati i fondi e questa non è una novità. In quella di mio figlio mancano i soldi per:
pennarelli,
fazzoletti,
scottex,
cartoleria varia,
lettini,
l’anno scorso un frigo,
sapone.

Le maestre chiedono con un pizzico di vergogna ai genitori di fornire questo materiale o darsi da fare per trovarlo. Non dico che i pennarelli siano indispensabili (ma in una scuola materna cosa dovrebbero fare i bambini se non disegnare?), ma il sapone?

Ora mi chiedo: è mai possibile che, se si devono tagliare dei soldi, li si debba tagliare proprio alle scuole?
Mi si vuole raccontare che non esiste una cazzo di alternativa per evitare che mio figlio non possa disegnare a scuola e poi lavarsi le manine?

Mi verrebbe da dire Italia di m., ma poi rischio di venire frainteso e mi vedo il blog censurato dall’oggi al domani.
Un saluto a tutti