Lavoro nel campo “digitale” ormai da qualche annetto. Da quando la rete era ancora appannaggio di pochi, i cdrom erano l’ultima frontiera e il videogioco rivoluzionario si chiamava Myst.
Molte cose sono cambiate nel corso degli anni, ma una si mantiene costante e inattaccabile: il comportamento anti-collaborativo. Oppure, se preferite, quello che io chiamo simpaticamente “inclinazione distruttiva”.
A chi non è capitato di discutere con qualcuno che sistematicamente e caparbiamente affossa e demolisce ogni idea, senza per altro proporre alternative?
Vi è mai successo di dover sudare sette camicie per convincere qualcuno di qualcosa, non prima che il vostro interlocutore abbia tentato in ogni maniera di distruggere ciecamente le vostre proposte, per poi alla fine convincersi del contrario?
Al di là di inutili disquisizioni sulle motivazioni di questo fenomeno, rilevo quasi sempre che la reazione più immediata risulta essere un atteggiamento distruttivo, in maniera accentuata ovviamente quando il lavoro di qualcuno viene messo in discussione. Io stesso ero istintivamente portato a reagire così, ma anni di lavoro ed esperienza in team mi hanno insegnato a tenere la mente più aperta possibile, accettare le critiche e farne solo se costruttive. Non è cosa facile, ad essere sinceri, ma sono convinto che faciliti molto il lavoro tra persone.