Sicurezza militare

Abito nella periferia sudovest di Milano. Alta densità di immigrati e forte presenza di zingari. Tutto sommato una zona tranquilla. Sotto casa ho un parco comunale con pista di atletica. Adiacente a questo, una abitazione abbandonata occupata ormai da più di due anni da gruppi di zingari che cambiano in continuazione.

Da qualche settimana nel weekend appare magicamente ai margini della pista una jeep militare o dei carabinieri. Apprendo da un quotidiano locale di quelli gratuiti che è prevista la presenza di militari in zone a rischio tra cui la mia.

Dovrei essere contento eppure mi fa specie vedere una camionetta di gente armata in mezzo a bambini che corrono per il prato e girano in bici sulla pista.

Domenica scorsa, giornata splendida di sole, un mucchio di famiglie e la camionetta. Mi chiedo se ha senso che i militari stiano nel parco a proteggere la sicurezza della gente alla domenica pomeriggio. Di domenica nel parco non ho mai visto uno zingaro girovagare, se ne stanno nella loro abitazione disastrata lontano dalla mischia.

Alla sera invece all’angolo ho visto due tizi prendere a pugni in faccia un poveraccio fino a rompergli il naso (quando sono sceso per aiutarlo è fuggito con la faccia ridotta a brandelli), ma delle camionette dei militari nemmeno l’ombra.

Pubblicato in:  on Marzo 9, 2009 at 9:52 pm Lascia un Commento
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Pubblicità progresso, pubblicità politica.

Nei giorni scorsi mi è capitato di vedere per strada due campagne pubblicitarie, che mi hanno fatto seriamente riflettere.

Sono rispettivamente quella dell’onorevole Santanchè che recita: La politica non è solo “casta” e quella di Oliviero Toscani per la sanità che riporta lo slogan: Pane, amore e sanità.

Vi metto a parte delle mie riflessioni (che peraltro ho condiviso con parecchi amici) per cercare di capire.

Suppongo che, quando la Santanchè usa la parola “casta”, si riferisca al tanto discusso libro da poco uscito di Antonio Stella e Sergio Rizzo. Mi chiedo perchè un politico si senta in diritto di spendere dei soldi per annunciare da un cartellone che non fa parte di questa elite di potere; cosa che dovrebbe essere scontata, intrinsecamente connessa con la natura stessa della politica. Di più, mi sfugge il doppio senso che pare essere sottinteso dalla parola “casta” vicino al viso ammiccante dell’onorevole. Dico pare perché questa è la mia impressione, avvalorata per altro da diverse opinioni spassionate chieste a colleghe e amiche. E’ un peccato perché la Santanchè mi sembra una delle poche che si adopera effettivamente per i diritti delle donne, se sia poi casta o meno, a chi interessa? Chi vuole vedere la campagna pubblicitaria può visitare il sito: danielasantanche.com

La seconda campagna mi lascia ancora di più sconcertato. Si sa che Toscani utilizza un linguaggio forte, che tende a colpire prima lo stomaco che gli occhi, ma questa proprio non la capisco. Che vuol dire pane, amore e sanità? E’ uno scherzo? Se fossi un’infermiera poi mi sentirei offesa da quella faccia da schiaffi che sorride dal cartellone, come se avesse due palline di mollica infilate in bocca.

La sanità in Italia, dopo il film di Moore, sembra essere balzata ai primi posti delle classifiche, ma non è forse la qualità delle cure che deve essere posta sotto l’attenzione dei riflettori piuttosto che la gratuità?

Bah

un saluto

Pubblicato in:  on Ottobre 8, 2007 at 11:34 pm Commenti (2)
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