di Géla Babluani
Francia / Georgia, 2005
George Babluani
Pascal Bongard
Come spesso capita, molti film, non veicolati dalla grande distribuzione, non accompagnati da grandi lanci pubblicitari e non interpretati da star internazionali, passano inosservati al grande pubblico, nonostante il loro valore artistico. Tzameti è uno di questi.
Regista georgiano, film recitato in francese, attori non professionisti, ma perfettamente inseriti nella storia. Tutti elementi che, insieme con il bianco e nero asciutto e implacabile, donano al film realismo, forza e tensione. Non è propriamente un giallo, è sicuramente un film drammatico; la storia è semplice, lineare e agghiacciante al tempo stesso. Non rivelerò nulla della trama. E’ un film che va visto scevri da pregiudizi, senza sapere nulla.
Si affrontano temi delicati, sulla natura dell’uomo, le sue pulsioni e le spinte che lo dominano. E’ un film in cui prevale spesso il silenzio, in cui la rarefazione acuisce in maniera insopportabile l’inaccettabilità di quello che racconta. Niente happy end. Qui non siamo a Hollywood.
Ve lo consiglio vivamente.