10people incontra The Long Tail

Sul blog di 10people è pubblicato questo interessante articolo, che racconta l’incontro con Chris Anderson, l’autore del libro “The Long Tail” e il dibattito durante il suo intervento a Milano il 14 novembre.

Ne scaturiscono riflessioni sul mercato, supportate anche da dati, formule e naturalmente anche dal grafico che mostra appunto la lunga coda e il suo significato. Se vi interessate di web, macroeconomia e concetti come cultura di massa, ciclo di vita di un prodotto e intelligenza colletiva non lineare, dateci un occhio.

the Long Tail: Chris Anderson a Milano

Pubblicato in:  on Novembre 19, 2007 at 8:35 pm Lascia un Commento
Tags: , ,

Audit: inglese o latino?

Credo che non diventerò mai un manager o PM professionista. Troppe parole inglesi da pronunciare a raffica per stare al passo coi tempi e troppo latino da trasformare magicamente in inglese. Lo so, la mia rovina è stata quella di fare il classico e di vedere troppe volte “Palombella rossa”. Ultimamente ho risposto con un commento a un post sul blog di 10people, in merito ad una questione di simil natura, ma dopo aver seguito un corso per PM in erba sono giunto alla drastica risoluzione di cui sopra.

In 8 ore di corso in italiano l’uso di parole o definizioni inglesi è come un fiume in piena. Spesso incomprensibili, talvolta riportate in maniera errata nei documenti proiettati (gold plating, indorare la pillola, scritto poi goal plating…). Numerosissimi acronimi usati in vece di definizioni impronunciabili.

Ma il meglio è la famigerata parola “audit“. Sarà italiana o latina? Di certo gli inglesi/americani la pronunciano all’inglese, e gli italiani dietro come caproni, per essere all’altezza della situazione. Diciamo che è una specie di “plus“, ovviamente pronunciato “plas“. Come un mio amico al liceo, che, fanatico dell’inglese, in un tema invece di scrivere aut aut, scrisse out out, con estrema soddisfazione dell’insegnante di italiano-latino, etimologista efferato e maniaco linguista, che come voto gli assegnò un 4 minus minus, ovviamente pronunciato: mainus mainus.
Le parole sono importanti.

Pubblicato in:  on Novembre 12, 2007 at 11:21 pm Commenti (2)
Tags: , , , ,

The Bourne ultimatum

di Paul Greengrass
USA 2007
Thriller, Azione
con:
Matt Damon, Julia Stiles
David Strathairn, Scott Glenn
Albert Finney, Joan Allen

Terzo e ultimo capitolo (ma sarà vero?) della saga di Jason Bourne e raro esempio di sequel che non si fa disprezzare.
Questo film ha due pregi fondamentali: il personaggio è azzeccato e lo stile del film è minimale, pochi fronzoli, ricorda a tratti qualcosa di Frankenheimer.

Jason Bourne, agente segreto della CIA, addestrato ad uccidere a sangue freddo e a districarsi dalle situazioni più perigliose, nel primo film perde la memoria, nel secondo cerca la vendetta, nel terzo la porta a termine, ma non è detto che sia una vittoria.
Fortunatamente il film non si lascia sedurre dalla tentazione di facili introspezioni del classico agente che ritrova la memoria e si riscopre macchina di morte, rimorsi e rimpianti annessi. La verità è cruda, come lo è Jason Bourne. La fine del film lascia aperte le porte ma non è particolarmente risolutiva, nè per la trama, nè per la psicologia del personaggio. Meno male.

Il regista riesce anche a mantenere un giusto equilibrio tra scene di azione e passaggi meno movimentati, preferendo non seguire la linea di certo cinema recente in cui azione = sovrabbondanza di tutto (specialmente effetti digitali). Buona parte del film è un grande gioco a nascondino, in cui la preda è spesso cacciatore.

Ben girato e interpretato. Per gli amanti dei film d’azione vecchia maniera, ma anche per tutti gli altri.

Pubblicato in:  on at 10:50 pm Lascia un Commento
Tags: , , ,

Idronefrosi: dubbi e paure

Benché questo blog sia molto giovane e nonostante io abbia parlato di idronefrosi in uno dei primi articoli solo di sfuggita, molti accessi arrivano da persone che effettuano una ricerca relativa a questa malattia.
Mi sono deciso dunque a scriverne in maniera più approfondita, premettendo che descriverò principalmente la nostra esperienza personale (due figli con idronefrosi, di cui una parecchio grave) senza presunzione di competenza medica, con il solo obiettivo di fornire informazioni utili a chi si trova o troverà in una situazione analoga.

In rete troverete varie definizioni per idronefrosi, in pratica è un termine generico che indica una dilatazione anomala dei bacinetti renali, dovuta a una serie di cause che possono variare da caso a caso. Generalmente è catalogata in livelli di gravità, ma ci è capitato di sentire opinioni differenti a riguardo da diversi ecografisti, e sembrerebbe si verifichi prevalentemente nei maschi.

Per entrambi i nostri figli l’idronefrosi è stata rilevata prima della nascita: nel primo caso (Gabriele, 2 anni) all’epoca dell’ecografia morfologica, nel secondo (Matteo, 2 mesi) già verso la fine del quarto mese di gravidanza. Da qui in poi sono stati fatti controlli ecografici periodici e più frequenti del normale per monitorare l’andamento dell’idronefrosi.
Il consiglio che mi sento di dare in questa fase è di rimanere tranquilli e non preoccuparsi particolarmente, poiché in molti casi l’idronefrosi si risolve in maniera autonoma, prima o dopo la nascita. E’ invece probabile che siano richiesti una profilassi antibiotica dopo la nascita per un periodo variabile (in genere circa un anno) e per prevenire infezioni, e un controllo assiduo sul bambino con ecografie ed eventuali esami clinici (cistografia e scintigrafia) per individuare precisamente la causa della dilatazione.

Una cosa che vi verrà detta quasi da ogni medico è che l’idronefrosi in certi casi è correlata ad altre possibili malformazioni o sindromi come quella di Down. Non sono mai riuscito ad avere direttamente dai medici dei dati certi sull’incidenza di questi casi, ma è evidente che insistano su questo punto per mettere i genitori nella condizione di effettuare per tempo tutti i controlli necessari per decidere un’eventuale interruzione di gravidanza, anche se a volte questa insistenza può forse instillare un po’ d’ansia… (noi avevamo già deciso a priori di non eseguire controlli invasivi per diagnosticare in anticipo malformazioni o sindromi varie, eppure i medici continuavano a insistere su questo punto).

Le cause più frequenti dell’idronefrosi possono essere un reflusso (parte dell’urina torna indietro verso i reni dalla vescica) o una stenosi (un’occlusione) in qualche punto. Nel caso peggiore di una stenosi chiaramente diagnosticata, in genere si interviene chirurgicamente per asportare l’ostruzione (come è avvenuto per il nostro secondo figlio che aveva una dilatazione renale anomala, 15 centimetri, che ha messo a rischio la sua sopravvivenza al momento della nascita). Al di là di casi estremi come quello di Matteo, ogni opzione viene comunque presa in esame generalmente dopo la nascita. Fino a quel momento conviene cercare di vivere serenamente l’avventura della gravidanza.

Una volta a casa con il bimbo, a parte le analisi, le ecografie e la profilassi antibiotica, si dovrà stare molto attenti alla febbre che può essere un sintomo di infezione renale. Se la febbre non ha un’origine chiara o è molto alta, conviene portare il bimbo al pronto soccorso per fare un esame preliminare dell’urina e verificare che non sia presente un’infezione. In ogni caso al massimo si somministrerà un antibiotico (se la profilassi è terminata) per debellare l’infezione.

Prossimamente pubblicherò un secondo post più dettagliato sul caso del mio secondo figlio, operato due volte e tutt’ora in degenza in terapia intensiva alla Mangiagalli, per un’idronefrosi molto grave.

Chiunque volesse informazioni più precise o avesse domande specifiche su medici, ospedali e procedure, può fare un commento a questo post al quale risponderò direttamente via mail.

Un pensiero a tutti quelli che ne hanno bisogno, grandi e piccoli.

Pubblicato in:  on Novembre 8, 2007 at 10:06 pm Commenti (1)
Tags: , , ,