13 -Tzameti

di Géla Babluani
Francia / Georgia, 2005
George Babluani
Pascal Bongard

Come spesso capita, molti film, non veicolati dalla grande distribuzione, non accompagnati da grandi lanci pubblicitari e non interpretati da star internazionali, passano inosservati al grande pubblico, nonostante il loro valore artistico. Tzameti è uno di questi.

Regista georgiano, film recitato in francese, attori non professionisti, ma perfettamente inseriti nella storia. Tutti elementi che, insieme con il bianco e nero asciutto e implacabile, donano al film realismo, forza e tensione. Non è propriamente un giallo, è sicuramente un film drammatico; la storia è semplice, lineare e agghiacciante al tempo stesso. Non rivelerò nulla della trama. E’ un film che va visto scevri da pregiudizi, senza sapere nulla.

Si affrontano temi delicati, sulla natura dell’uomo, le sue pulsioni e le spinte che lo dominano. E’ un film in cui prevale spesso il silenzio, in cui la rarefazione acuisce in maniera insopportabile l’inaccettabilità di quello che racconta. Niente happy end. Qui non siamo a Hollywood.

Ve lo consiglio vivamente.

http://www.13themovie.com/ 

http://www.imdb.com/title/tt0475169/ 

Pubblicato in:  on Ottobre 30, 2007 at 10:33 pm Commenti (1)
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picnik.com il vostro software di grafica online

Ho trovato questo link che mi sembra molto utile e anche ben fatto: www.picnik.com. Si tratta di un editor di fotografie online. Potete caricare le foto che avete sul vostro pc o connettervi ai più noti siti di photo sharing come flickr.com, facebook.com, google picasa e modificare le immagini con i più comuni strumenti di editing fotografico: contrasto, ridimensionamento, ritaglio, rotazione e l’immancabile “elimina occhi rossi”.

Se siete online, non avete un mac e iphoto al seguito o un qualsiasi altro editor di foto, questo sito fa al caso vostro.

http://www.picnik.com

Pubblicato in:  on Ottobre 26, 2007 at 8:41 pm Commenti (3)
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Live Free or Die Hard – Inossidabile

di Len Wiseman
USA, 2007
Bruce Willis
Timothy Olyphant
Justin Long
Maggie Q

Qui Bruce Willis alias John McClane sanguina un pelino meno che nei precedenti film, ma ha testosterone da vendere. Il detective più famoso degli ultimi due decenni torna ai fasti del primo film della serie, anche se questo capitolo non è esente da pecche e cadute di tono.

E’ un film d’azione. Pochi effetti digitali, tanti stunt e macchine che si fracassano (una pure su un elicottero). Tanta ironia e personaggi divertenti. Anche qui come in Trappola di Cristallo, un membro della famiglia McClane, la figlia, si trova coinvolto suo malgrado nel solito complotto la cui unica spinta pare essere sempre e solo il denaro. La figlia dimostra di avere lo stesso DNA del padre, tanto che il prossimo DIE HARD ce lo si potrebbe aspettare ribaltato: lei che salva il padre dal solito terrorista avido e spietato.

La prima parte del film è la più godibile e la meno scontata. Un terrorista (ormai questa parola abusata ha assunto valori assoluti, anche i rapinatori più cattivi adesso sono terroristi) si impossessa di tutti i sistemi digitali del paese e crea uno stato di panico totale, traffico e borse in tilt, minaccia di disastri ambientali e chi più ne ha più ne metta. Solo che qui cominciano i problemi del film. La trama scende la china e si immette su binari sicuri. Il presunto cattivo il massimo che riesce a fare è svuotare la pensione integrativa di McClane col pc, gli rapisce la figlia per ricattarlo ma non le torce nemmeno un capello. Tutto si ammorbidisce troppo e rimangono solo inseguimenti ed esplosioni. Poca tensione, poca aspettativa. Si sa già dove si va a parare.

Con un po’ più di fantasia, ne sarebbe uscito un bel film di azione come da tempo non se ne vedono, benché sia un sequel-sequel-sequel-sequel.

http://www.livefreeordiehard.com/

http://imdb.com/title/tt0337978/

Pubblicato in:  on at 4:41 pm Lascia un Commento
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Grindhouse – Planet terror

di Robert Rodriguez
USA, 2007
Freddy Rodríguez
Rose McGowan
Marley Shelton
Josh Brolin
Bruce Willis

Torna a colpire la coppia birichina di Hollywood, Rodriguez e Tarantino, con questo Grindhouse, segato, è proprio il caso di dirlo, in due lungometraggi per il pubblico italiano: Planet Terror, del primo e Death Proof del secondo.

I due si sono immersi fino al collo nel revival dei film horror trash e splatter degli anni 70, non solo nello stile registico e nel gusto, ma fin nei minimi dettagli: pellicola che salta, fotogrammi deformati, graffiati, asportati.

Come accadeva anche per Dal tramonto all’alba, altro piccolo gioiello metà horror, metà road movie con un George Clooney al meglio, Planet terror di Rodriguez è un tripudio per l’occhio dell’appassionato di cinema (e devo ammettere anche del genere horror), ci si sente a casa in effetti. Volti noti che fa sempre piacere rivedere. Nel trailer Machete, in testa al film, ritrovate Danny Trejo, immancabile. Jeff Fahey, che qui risulta azzeccatissimo come cuoco ossessionato dalla carne (ricordate il primo piano dell’hamburger che sfrigola nell’ultima sequenza dell’Ululato di Joe Dante e la battuta: “Come la vuole la carne, signora?”. Risposta: “Al sangue”). Michael Biehn , eroe senza macchia e paura dei primi film di Cameron, qui fa la parodia di se stesso, prendendo in giro la classica figura dello sbirro duro e rude. Fa la sua comparsata anche il solito Tom Savini (vedi Dal tramonto all’alba), il responsabile degli effetti speciali di capolavori come Zombie di Romero.

Anche le citazioni non mancano, l’ironia serpeggia come l’epidemia che colpisce gli zombi acidi del film. Se effettacci e metafore esplicite (la continua “penetrazione” della gamba amputata della protagonista con oggetti di vario genere) abbondano, qua e là il film osa di più, come nella scena del tentato stupro da parte del militare Tarantino sulla protagonista (non anticipo niente, per non rovinare la sorpresa).

Insomma un film godibile, divertente, esagerato. Non il solito prodotto americano. Se avete lo stomaco foderato e non uscite per il primo incontro galante, non perdetelo.

http://www.medusa.it/grindhouse

http://www.imdb.com/title/tt1077258/

Pubblicato in:  on Ottobre 22, 2007 at 9:05 pm Commenti (2)
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Inquinamento cittadino

Giro sempre in bici. La mia famiglia possiede una sola automobile (come penso dovrebbe essere per la maggior parte dei nuclei famigliari).

Sulla circonvallazione di Milano campeggiano cartelloni luminosi che quotidianamente riportano il messaggio: “Divieto di circolazione ai veicoli inquinanti dalle 7.30 alle 19.30″.

Voi avete mai visto posti di blocco per controllare i veicoli inquinanti? Io no.

In compenso una vigilessa in moto mi ha intimato di non circolare in bici sulla corsia preferenziale della 90 a Milano, perchè vietato, costringendomi ad immettermi direttamente nella coda senza fine, a rischio della vita e dei polmoni.

Io, furbetto, l’ho lasciata andare un po’ avanti, poi mi sono riportato sulla corsia dell’autobus. Ma lei, ligia al suo dovere, mi ha aspettato per fermarmi e chiedermi: “Ma mi prendi per il culo?”. Nel frattempo un numero imprecisato di moto ad alta cilindrata sfrecciavano come missili al nostro fianco. Ma, niente, lei giù a farmi la ramanzina, sorda ad ogni mia obiezione.

(tanto per intenderci, io mica ci godo a fare le infrazioni in bici, ne farei volentieri a meno, ma questa città è proprio fatta a misura d’auto, altro che ciance sull’inquinamento)

Pubblicato in:  on Ottobre 17, 2007 at 9:06 pm Lascia un Commento
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Comportamenti anti-collaborativi

Lavoro nel campo “digitale” ormai da qualche annetto. Da quando la rete era ancora appannaggio di pochi, i cdrom erano l’ultima frontiera e il videogioco rivoluzionario si chiamava Myst.

Molte cose sono cambiate nel corso degli anni, ma una si mantiene costante e inattaccabile: il comportamento anti-collaborativo. Oppure, se preferite, quello che io chiamo simpaticamente “inclinazione distruttiva”.

A chi non è capitato di discutere con qualcuno che sistematicamente e caparbiamente affossa e demolisce ogni idea, senza per altro proporre alternative?

Vi è mai successo di dover sudare sette camicie per convincere qualcuno di qualcosa, non prima che il vostro interlocutore abbia tentato in ogni maniera di distruggere ciecamente le vostre proposte, per poi alla fine convincersi del contrario?

Al di là di inutili disquisizioni sulle motivazioni di questo fenomeno, rilevo quasi sempre che la reazione più immediata risulta essere un atteggiamento distruttivo, in maniera accentuata ovviamente quando il lavoro di qualcuno viene messo in discussione. Io stesso ero istintivamente portato a reagire così, ma anni di lavoro ed esperienza in team mi hanno insegnato a tenere la mente più aperta possibile, accettare le critiche e farne solo se costruttive. Non è cosa facile, ad essere sinceri, ma sono convinto che faciliti molto il lavoro tra persone.

Pubblicato in:  on at 8:45 pm Lascia un Commento
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La famiglia in Italia. Pro e contro

Faccio tesoro della mia situazione attuale, che tra poco vi illustrerò, per mettere in luce alcuni aspetti della nostra società che mi sembrano veramente penosi.

Il mese scorso è nato Matteo, il nostro secondo figlio. Fin dai primi mesi di gravidanza presentava una malformazione al rene sinistro, ritenuta abbastanza grave. E’ stato operato da poco ed è in ospedale dal giorno della nascita. Attualmente io e mia moglie ci dividiamo tra lavoro, primo figlio, che richiede pressantemente la nostra presenza sia fisica sia emotiva, e ospedale. Digressione obbligatoria: Matteo è ricoverato in Mangiagalli a Milano e l’equipe medica della terapia intensiva è encomiabile oltre che molto attenta alla presenza dei genitori.

In primo luogo mi soffermo sulla condizione dei padri. Per i lavoratori dipendenti è previsto un solo giorno di assenza in occasione della nascita di un figlio. Vi sembra ragionevole? Anche senza avere figli, penserei che non solo è irragionevole, ma anche svilente per la figura paterna.

Come aggravante, se vi capita la sfortuna di avere una situazione difficile, dovete barcamenarvi come meglio potete nell’organizzazione. Adesso capisco bene certe posizioni politiche che inneggiano alle figure dei nonni, come fondanti e indispensabili all’interno del nucleo famigliare. Come a dire, è meglio avere dei nonni che ti supportino nei momenti di bisogno, altrimenti sono fattacci tuoi. Se i nonni non li hai, sei uno sfigato.

E non entro in altri meriti, come gli asili nido per esempio. Non ho tempo di scrivere un papiro infinito.

Se qualcuno ha problemi come i nostri con i propri bimbi (idronefrosi, dilatazione bacinetti renali ecc.) e vuole chiedermi un consiglio o un’opinione, scriva un commento a questo post.

Pubblicato in:  on Ottobre 15, 2007 at 3:11 pm Commenti (1)
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28 weeks later di Juan Carlos Fresnadillo

Genere: Horror

con: Robert Carlyle

Ormai di film di zombi ce ne sono parecchi, con sorti alterne. Questo lo definirei senza lode e senza infamia. Si fa guardare, due o tre spunti interessanti e un genere ormai difficile da rinvigorire. E’ inoltre il seguito del precedente 28 days later di Danny Boyle, molto ben visto dalla critica, ma che a me è piaciuto poco, mi sono quasi annoiato.

Dopo l’epidemia londinese che ha decimato la popolazione nel precedente film, i militari riaprono una zona franca dove raccogliere i sopravvissuti e ricominciare una nuova vita. Ma, nonostante i controlli serrati, un portatore sano riesce a entrare.

All’interno di questa trama non particolarmente originale, si innesta fortunatamente un intreccio familiare che crea un buon filo conduttore, vitale per la storia. Gli effetti speciali sono nella norma, niente di eclatante. Il film rientra nel nuovo filone secondo cui gli zombi non sono più dei cadaveri claudicanti senza un briciolo di cervello. Questi corrono come forsennati e hanno l’aria di sapere esattamente cosa vogliono. Occhi rosso sangue che tradiscono una certa consapevolezza. Non sono proprio sicuro che la nuova tendenza doni più carisma a questo archetipo dell’orrore. Chissà cosa pensa Romero a riguardo…

http://www.foxinternational.com/28weekslater/

http://www.imdb.com/title/tt0463854/

Pubblicato in:  on Ottobre 14, 2007 at 9:02 am Commenti (1)
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